Reiki - Associazione Culturale " Il Soffio del Risveglio"

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Reiki

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REIKI: METTERE IN SINTONIA LA PROPRIA ENERGIA PERSONALE CON QUELLA UNIVERSALE




Primo Corso Reiki
di 1° Livello
COS’E’ IL REIKI?
E’ il nome dato all’Energia Universale che permea tutto il Creato e che circola nel nostro corpo chiamata anche Ki. Quando il nostro Ki, la nostra energia individuale si incontra con l’Energia Universale o Rei è come se una goccia fosse tornata al mare dando al nostro organismo equilibrio e disintossicazione. Il corpo ha più benessere, più serenità, dà la possibilità di avere una marcia in più per partire con forza e coraggio per il viaggio verso una consapevolezza più profonda della propria vita.

Perché si è diffuso? Perché solo una rapida crescita della consapevolezza di più persone può far si che arrivi un cambiamento, il passaggio ad una società evoluta da una che sta vivendo da molto tempo una grande crisi, soprattutto di valori.

Ma da chi è stato diffuso?La storia ricostruita dice che il DOTTOR MIKAO USUI fosse un monaco cristiano vissuto in Giappone alla fine del 18° secolo. Egli era un docente della Doshisha University a Kyoto, una università cristiana. Durante un dibattito con uno studente, questi fece notare ad Usui che le Sacre Scritture parlavano frequentemente di miracoli e guarigioni, ma che cose di quel tipo restavano pure astrazioni avulse dalla realtà quotidiana e impossibili da realizzare. Usui si sentì punto sul vivo, sentì la sua fede messa alla prova e si mise in discussione, si dimise dal suo ruolo ed iniziò la sua personale ricerca di metodi di guarigione praticati nell’antichità e specialmente dai primi cristiani.
Si recò negli Stati Uniti, ma non trovò nulla di utile,  provò con il Buddismo ma niente visto che da troppo tempo ormai si era persa la freschezza del contatto con Divino che è in noi e, per quanto si narri che il Buddha potesse guarire e fare miracoli, Usui non trovò nessuno che li facesse o avesse un metodo. Studiò i Sutra, antichi testi sacri, poi studiò il cinese, il sanscrito per accedere a testi ma tradotti. Dopo un pellegrinaggio fisico e spirituale di 7 anni (numero interessante) Usui scoprì un testo che descriveva i Simboli e le modalità usate dal Buddha nelle sue guarigioni. Si trovò con molte spiegazioni teoriche ma nulla di tangibile, la sua era una conoscenza intellettuale, non esperienziale. Decise quindi di meditare su una montagna per trovare una sua illuminazione. Scalò la montagna sacra e rimase in meditazione digiunando per 21 giorni (n.sacro).  posizionò davanti a sé 1 sassolini e ogni giorno ne eliminava uno. Al 21 giorno ebbe la sua prima visione e venne colpito da un raggio di luce. Vide in rapida successione i Simboli Sacri della guarigione, comprendendone intuitivamente il corretto uso. La sua iniziazioni arrivò direttamente dal Divino. Si sentì subito forte, pieno di energia, nonostante i 21 giorni di digiuno e scese dalla montagna. Scendendo però si ferì accidentalmente ad un alluce del piede, mise il dito tra le sue mani istintivamente e sentì affievolirsi il dolore e il dito iniziò a guarire. Il primo miracolo era fatto.
Scese a mangiare in una locanda e, vedendo la figlia del proprietario sofferente per un mal di denti, le chiese di poterle toccare il volto. Lo fece e il dolore scomparve attenuando il gonfiore. Tornato al monastero scoprì che l’Abate suo amico aveva un attacco di artrite. Usui impose le mani e l’Abate guarì.
Ormai i suoi poteri non potevano far pensare ad un caso e Usui diventò guaritore in un campo di mendicanti per 7 anni. Quello che però constatò era che tutte le persone che aveva aiutato continuavano a restare nel campo mendicanti, non cambiavano situazione, non cercavano un’esistenza migliore ora che stavano bene.
Non aveva guarito né le loro menti né il loro spirito, la guarigione data non andava alla radice, così abbandonò il campo e cominciò ad istruire solo discepoli che desideravano veramente apprendere, elaborando i PRINCIPI DEL REIKI. Sembra percorresse le strade della città con una torcia in mano e a chi gli chiedeva cosa stesse facendo, rispondeva che stava cercando persone alla ricerca della Luce, disposte realmente ad affrontare un processo di guarigione.
Questa fu l’ultima fase della sua vita, l’insegnamento del Reiki.
Ora Usui è sepolto in un tempio a Kyoto e sulla sua pietra tombale è incisa la storia della sua esistenza. Prima di morire scelse i discepoli che avrebbero tramandato il suo sapere con Chujiro Hayashi suo successore con grado di 1° Maestro. Lui fondò poi una clinica a Tokyo che venne distrutta nella guerra dove veniva praticato reiki 24 ore su 24 e venivano istruite le persone che desideravano operare col Reiki. Dopo Hayashi, il 3° Gran Maestro fu una donna, Hawayo Takata che dalle Haway si era spostata nel Giappone per farsi asportare un tumore e prima dell’intervento volle provare a farsi curare nella clinica di Hayashi. Nel tempo del suo ricovero, il cancro si riassorbì e cominciò per lei la scoperta del Reiki, cominciò a studiarlo. Dopo circa un anno tornò alle Hawai e iniziò a curare gli altri col Reiki facendolo arrivare in occidente. Anche Takata lo trasmise a sua volta e prima di morire fondò con gli altri Maestri da lei iniziati l’American Reiki Association e nelle Hawaii fondarono la Reiki Alliance con coordinatrice la nipote di Takata, Phyllis Furumoto. Lei rinunciò alla carica di Gran Maestro ed estese a tutti i Maestri Reiki la facoltà di iniziare altri Maestri, ritenendo che fosse più necessaria una struttura del genere vista l’evoluzione dei tempi. Adesso il Reiki è diffuso ovunque.
I PRINCIPI DEL REIKI:
Per oggi non ti preoccupare

per oggi non t’inquietare
onora i genitori, i Maestri e gli Anziani
guadagna da vivere onestamente
mostra gratitudine a tutti gli esseri viventi.
Riportando in equilibrio l’energia individuale con quella universale, il Reiki permette l’avvio di un processo globale di guarigione naturale che va al di là di risolvere i propri problemi fisici od emotivi, significa riconquistare il senso più profondo della propria esistenza, imparare ad accettare ed interpretare il significato di ogni evento. Noi occidentali andiamo troppo sul ragionamento analitico, mentale e con Reiki andiamo invece a trovare l’approccio olistico, globale, dove la realtà è una sola, al di là delle diverse manifestazioni apparenti a livello di spazio e tempo, e di tale Realtà siamo parte integrante. Il nostro corpo, la nostra mente, la nostra coscienza non sono che aspetti di tale quadro, paragonabili ai puntini che costituiscono un’immagine riprodotta su un quotidiano, importanti solo per la loro relazione con il disegno di cui fanno parte.
Anche per questo, si dice che il Reiki non può manifestarsi che attraverso l’amore: se comprendo fino in fondo il fatto che io ed il mio prossimo siamo una sola cosa non posso fare a meno di amarlo come me stesso, perché in ultima analisi il mio prossimo è me stesso.
Solo così posso aiutare qualcuno; finchè ci si sente importanti, o anche solo buoni, per il fatto di poterlo guarire, non ci si pone sul suo stesso piano, ma ci si colloca su uno scalino più alto. A quel punto, non è più l’energia universale, il rei ad agire attraverso di noi, ma la nostra energia personale, il nostro ki.
Praticare il Reiki vuol dire imparare ad essere CANALI, a lascia agire la Realtà; e riuscirci significa indubbiamente aver innescato un grosso processo di guarigione e di maturazione dentro di noi. I più grossi problemi di fronte al Reiki sono quasi sempre legati alla volontà di autoaffermazione dell’ego, alla difficoltà di mettere un briciolo di umiltà in quello che si fa, senza sentirsi sempre al centro di tutto ciò che accade. Il Reiki dice di proporsi come canali, di permettere all’energia di scorrere attraverso di lui per arrivare dove è più necessaria, è molto semplice, un’esperienza del cuore. Viene richiesta solo la disponibilità poi, dopo l’apertura dei canali energetici attraverso le attivazioni, l’energia scorre. Noi siamo strumenti, il ruolo del nostro ego è del tutto marginale.

COME AGISCE IL REIKI

I processi innescati dal Reiki agiscono su tutti i piani dell’individuo, non solo su quello fisico. Viene attivata una riarmonizzazione di tutti gli squilibri passati e presenti, spesso coinvolgendo problemi ormai dimenticati o rimossi. Per questo motivo, spesso riaffiorano acciacchi ormai dimenticati, o problemi emotivi che si credeva di aver definitivamente superato. Si tratta di un vero e proprio processo di disintossicazione, analogo a quello che accompagna un periodo di digiuno, tutte le tossine fisiche e psichiche vengono rimesse in circolo per poi essere definitivamente espulse. Quasi sempre, infatti, dopo i primi trattamenti, il paziente invece di migliorare, peggiora e bisogna essere preparati a questo.
Le sensazioni comunque sono soggettive, c’è chi non sente nulla, chi si agita, il processo di guarigione si attiva lo stesso, ma questi atteggiamenti diversi aiutano a capire l’atteggiamento interiore della persona nei confronti del trattamento, magari molto diverso da quello manifestato esteriormente.
Il Reiki comunque non è mai nocivo visto che l’energia affluisce spontaneamente dove è maggiormente necessaria, non ci sono rischi, l’energia va dove serve, qualcosa di molto profondo per chi vuole tornare in armonia con i ritmi della Realtà.

REIKI E INIZIAZIONE

Il Reiki  viene attivato tramite delle iniziazioni che in pratica sono un rituale che serve ad aprire dei canali nei quali scorre l’energia. Viene fatta dal Master Reiki questa attivazione con la quale vengono rimossi una serie di blocchi che impediscono uno scorrimento naturale dell’energia dopodiché si è in grado di mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti e attivare l’energia.  L’attivazione è un processo molto potente.
Il Reiki viene trasmesso in 3 fasi o livelli che corrispondono ai 3 piani esperienziali sui quali agisce l’uomo: il 1° corrisponde al corpo – il 2° alla mente ed il 3° al piano coscienziale. Questo non per avere gerarchie ma per graduare l’esperienza individuale e consentire ad ognuno di avere e lavorare solo su ciò che si sente pronto a recepire.
Il Reiki è una chiave per entrare in contatto con la Natura, con la Realtà, ed ognuno deve accedervi solo se sente dentro di sé una spinta ben precisa a vivere tale esperienza. Altrimenti si tratta solo di uno spreco di soldi e tempo. Non esistono effetti magici nel Reiki, che guariscono o trasformano chi dentro non abbia già scelto di guarire, richiedono la disponibilità di mettersi realmente di fronte a sé stessi.  I vari livelli non sono quindi gerarchia, nel 1 c’è tutto quello che serve per fare esperienza nella Realtà, ma con gli altri livelli mettiamo in moto processi di guarigione molto più profondi e intensi che sono già nel 1 livello ma entrando più a fondo danno il desiderio di offrirsi alla Realtà come strumenti per i suoi piani evolutivi, superando i limiti del proprio Ego.
                                                                                             REIKI 1° LIVELLO
Possono farlo tutti, non ha controindicazioni, anche per i bambini. Comincia a funzionare nel momento stesso dell’attivazione e non ci abbandona più. Se anche lo si accantona per lunghi periodi, non viene perso, i canali energetici aperti non si richiudono più. Molti decidono di accantonarlo per dei periodi perché magari si aprono dei chakra spontaneamente con movimenti di assestamento notevoli e quindi si decide di non dare ulteriori stimoli ma assimilare quanto sta già succedendo
Ricordiamo che dare Reiki ad un’altra persona è arricchire noi stessi, dare si riceve.
Il primo livello corrisponde al piano FISICO.
Il Reiki agisce alla radice dei problemi, non tanto alla loro manifestazione esteriore per cui sarebbe opportuno fare trattamenti completi proprio perché agire solo sull’organo dolorante è limitativo, in quanto non si sa la partenza di tale squilibrio.
La persona deve volere, deve sentire la spinta vitale, la voglia di stare bene, se non c’è volontà, il trattamento è inutile. L’energia non è quella dell’operatore.
Dopo l’iniziazione, c’è la necessità di fare 4 TRATTAMENTI, uno al giorno, e completi, tra studenti, e sono indispensabili sia nel dare che nel ricevere. Con questi 4 trattamenti succede questo:
1-è la presa di contatto con l’energia e di solito è piacevole, non viene a galla nulla di solito.
2-aperta la strada dell’energia, si attiva il processo di disintossicazione vero e proprio dove l’organismo viene stimolato a purificarsi e possono tornare a galla acciacchi vecchi, tossine vecchie, cose magari non piacevoli. Molte volte basta bere molta acqua e depurarsi (2 lt al gg per questi 4 giorni sarebbe buono). Se non si beve, magari anche con l’intenzione di togliere queste memorie cellulari del corpo, è facile che si attivi la voglia di mollare tutto.
3-l’apice del lavoro. Se ci sono ancora disturbi, rincuorarsi a vicenda, passerà velocemente. Non aspettatevi di soffrire, lasciate che arrivi ciò che deve, non predisponete la mente al dolore, se no arriva di certo. Siate aperti e pronti a ciò che deve, per il vostro bene. Nulla arriva per fare male, ma per crescere.
4-l’inizio del processo di guarigione vero e proprio, è avviato. Abbiamo aperto le chiuse del fiume e l’acqua può scorrere e andare al mare.
Interessante sarebbe farlo per 21 GIORNI, non come scambio reciproco ma come auto trattamento, con costanza senza saltare un giorno. I 21 giorni danno la possibilità di aver preso il succo di questa abilità, di memorizzare l’esperienza, perché entri a far parte del nostro vissuto. Per chi desidera dare un ritmo di amore alla sua vita….

Corso Reiki
di 1° Livello metodo

MIKAO USUI


A chi è interessato è possibile ricevere trattamenti Reiki
Ricordando che se è la prima volta, con noi,
i trattamenti devono essere di quattro giorni consecutivi.
Solo la prima volta.

I PRINCIPI DEL REIKI:
Per oggi non ti preoccupare, per oggi non t’inquietare,
onora i genitori, i Maestri e gli Anziani
guadagna da vivere onestamente, mostra gratitudine a tutti gli esseri viventi.

 
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